I MAGNIFICI SETTE D’ITALIA
Di Marco Clerici e Christian Roger
Le tensioni che animano la scena mondiale dove arcobalenisti, no-global, anti-americanisti e chi più ne ha più ne metta, non sembrano abbiano influenzato il mondo del vino. Chi si sforza di proporre soluzioni alle contorte vicende internazionali, che incombono su molti paesi attualmente coinvolti in conflitti, dovrebbe concedersi una piccola pausa e recarsi in una cantina di un qualsiasi appassionato di vino. Senza averne nessuna intenzione questi cultori del nettare di Bacco hanno dato vita a dei perfetti stati multietnici dove vige una democratica convivenza. Il segreto apparentemente non esiste, ogni vino non sostituisce nessun altro, ma trova una sua collocazione in base alla propria identità. Con questo spirito, dopo aver presentato quali saranno secondo il nostro giudizio i vini francesi protagonisti del futuro, ci accingiamo a presentarvi i sette vini italiani che hanno dimostrato di avere le carte in regola per scalare le classifiche negli anni a venire. Alcuni nomi sono delle certezze, dei veri pilastri dell’enologia italiana, altri sono degli emergenti, ma con ottime prospettive.
Paolo Monti Langhe Merlot 2001
Un’azienda giovane guidata da un giovane vigneron che con la volontà e la testardaggine di chi sa cosa vuole ottenere sta attirando l’attenzione di molti critici ed esperti. L’azienda situata a Monforte d’Alba, nel cuore della produzione del Barolo dalla tradizione più austera e severa, emerge, sorprendendo i degustatori, con il suo Merlot prodotto solo nelle annate migliori ed esclusivamente in formato magnum. Unendo le conoscenze del territorio, dettate dalla tradizione della terra di langa, alle nuove conoscenze ottenute con scrupolosi studi sull’adattamento e sulla reazione dei vitigni, questo vigneron è riuscito ad ottenere un vino molto intenso, ricco e potente nella struttura da stupire chi, dopo averlo degustato alla cieca, scopre che nel bicchiere ha un Merlot del Piemonte. Ad una recente degustazione alla cieca organizzata dal Grand Jury Européen a cui ha preso parte anche Christian Roger, appurandone personalmente le caratteristiche, su settantadue merlot del mondo degustati il Langhe Merlot 2001 di Paolo Monti si è classificato tra i primi venti vini aggiudicandosi il secondo miglior posto degli italiani. Un risultato molto importante visto l’elevato livello dei diretti rivali e il livello dei degustatori partecipanti alla degustazione. Un produttore e un vino da monitorare continuamente. Affidandosi al suo potenziale di invecchiamento, chi vorrà approvvigionare la propria cantina con questo nettare potrà ritrovarsi tra pochi anni con un grande vino in più nelle proprie scorte.
Con questa seconda puntata abbiamo completato la costruzione di un’ipotetica cantina che raccoglierà i vini che nel futuro avranno maggiori probabilità di incrementare il loro livello qualitativo, ma soprattutto economico visto che la nostra attenzione è particolarmente concentrata proprio su questo aspetto. Abbiamo separato i vini d’oltralpe dai vini italiani non certo per la difficoltà di questi di competere con i primi, ma piuttosto per le differenti condizioni del mercato e, in parte, per le differenti pratiche commerciali utilizzate nel processo di vendita. Il mercato dei vini italiani è spesso caratterizzato dalla presenza di una forza distributiva che intende anticipare nel prezzo iniziale, di presentazione del prodotto sul mercato, parte dell’incremento di valore che il vino registrerà nel futuro. Questa condizione penalizza i prodotti italiani che, in questo modo, necessitano di un numero maggiore di anni per incrementare il loro valore in rapporto ai vini di Francia.
In ogni portafoglio di investimento tradizionale sono presenti dei titoli con un maggior grado di rischio sui quali si scommette per ottenere una miglior performance di rendimento, allo stesso modo anche nella nostra cantina saranno presenti alcuni vini con un grado di rischio superiore in rapporto a prodotti dal potenziale omai certo. Per questi motivi su questi vini sarà necessario effettuare un monitoraggio costante sulla loro evoluzione attraverso prove degustative. Ogni volta che un vino, di cui ne conservate alcune bottiglie in cantina, viene bevuto e se ne constata una buona evoluzione, il valore dello stesso avrà una tendenza al rialzo. Ogni giudizio favorevole, ogni nota critica, che constati l’ottimo livello qualitativo e ne metta in evidenza una longevità ancora da sviluppare, agirà da moltiplicatore sulla formazione del suo valore. A rischio di essere ripetitivi replichiamo che il vino nasce per essere bevuto e questa sua finalità non deve essere assolutamente modificata rimanendo il suo valore direttamente legato al grado di bevibilità.
| Identikit dei sette magnifici italiani a prova di investimento |
| Vino |
Annata |
Valore medio del mercato business 2006 |
Potenzialità di invecchiamento
n° anni |
Tenuta dell'
Ornellaia Masseto |
2001 |
350,00 |
20 |
| Giacomo Conterno Monfortino Riserva |
1999 |
220,00 |
oltre 30 |
| Romano Dal Forno Amarone |
1999 |
200,00 |
oltre 30 |
| Soldera Brunello di Montalcino |
1999 |
150,00 |
oltre 30 |
| Miani Merlot |
2001 |
120,00 |
15-20 |
| Tenuta San Guido Sassicaia |
2003 |
90,00 |
oltre 20 |
Paolo Monti
Langhe Merlot |
2001 |
40,00 |
10-15* |
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| * Potenzialità stimata sulla prima annata prodotta |
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